Suolo e territorio

Il suolo è una risorsa sostanzialmente non rinnovabile posta al centro di un sistema di relazioni con le diverse forme dell’agire umano e i cicli naturali che assicurano il benessere dell’uomo.
Le dinamiche insediative e la progressiva espansione delle aree urbanizzate in Italia comportano una forte accelerazione dei processi di consumo del suolo agricolo o naturale. In molti casi si assiste alla copertura del terreno con materiali impermeabili, una delle forme più evidenti di consumo e causa di degrado del suolo. In questi casi, la trasformazione del territorio e del paesaggio è praticamente irreversibile e va ad incidere su terreni agricoli fertili, mettendo a repentaglio la biodiversità, aumentando il rischio di inondazioni e di riduzione delle risorse idriche e contribuendo al riscaldamento climatico. Per fornire un quadro aggiornato del fenomeno, l’ISPRA ha predisposto da alcuni anni una rete di monitoraggio del consumo di suolo in grado di fornire informazioni di sintesi e indicatori specifici per la valutazione del fenomeno, stimando, a livello nazionale e per le aree comunali, il valore della superficie consumata e la sua evoluzione nel tempo mentre, nel 2015, è stata realizzata la prima carta nazionale del consumo di suolo ad altissima risoluzione (www.consumosuolo.isprambiente.it).
Con l’obiettivo di rappresentare i processi di espansione, derivanti dall’analisi delle diverse forme di urbanizzazione e della tipologia insediativa, sono presentati indicatori di diffusione, densità, dispersione e di sprawl (incremento di area costruita rispetto alla variazione della popolazione), per descrivere lo stato di frammentazione di una città, le forme di urbanizzazione ed il processo dinamico di disallineamento tra la crescita della popolazione e la crescita territoriale.Le condizioni di urbanizzazione del territorio e di uso del suolo sono rilevanti anche per i fenomeni di dissesto idraulico poiché contribuiscono a determinare, unitamente alle caratteristiche geologiche, geomorfologiche e meteo-climatiche del territorio, gli effetti degli eventi meteorici intensi, sia di breve che di lunga durata. La progressiva artificializzazione del territorio ha modificato le caratteristiche della rete di drenaggio naturale, attraverso l’alterazione del grado di permeabilità dei terreni, la sottrazione di aree golenali (con costruzione di manufatti in zone di pertinenza fluviali), il restringimento delle sezioni idrauliche di deflusso e la canalizzazione forzata degli alvei naturali. I grandi centri urbani, anche per il loro strategico posizionamento lungo bacini fluviali di rilievo, sono particolarmente interessati dagli effetti degli eventi meteorici intensi con una costante crescita nel tempo.
Il nostro paese è particolarmente esposto anche a fenomeni franosi, sia a causa delle caratteristiche del territorio che per l’espansione urbana e infrastrutturale. Infatti, un peso rilevante nell’innesco dei fenomeni di dissesto gravitativo è determinato da cause di origine antropica, quali tagli stradali, scavi, sovraccarichi, cavità, perdite dalla rete acquedottistica o fognaria. Le frane in aree densamente antropizzate determinano di conseguenza situazioni di elevato rischio, considerato che fenomeni anche di ridotte dimensioni possono causare vittime e danni ingenti.
Altra causa di degrado ambientale e fattore di pressione a carico della risorsa suolo è rappresentata dalle attività di estrazione di minerali che incidono pesantemente sul consumo di risorse non rinnovabili, sulla perdita di suolo, sul paesaggio, con possibili alterazioni idrogeologiche e idrografiche e con possibili fenomeni di dissesto lungo i fronti di scavo, con problemi di inquinamento e instabilità soprattutto per le numerose attività dismesse.
Spesso l’urbanizzazione ha interessato diffusamente anche le aree caratterizzate dalla presenza di faglie capaci, cioè faglie in grado di produrre rotture e deformazioni sulla superficie del terreno o in prossimità di essa. In Italia, nonostante sia in molti casi tutt’altro che trascurabile, la pericolosità da fagliazione superficiale deve ancora trovare adeguata considerazione nella normativa antisismica a livello nazionale. Attualmente, sono in corso di elaborazione linee guida di supporto alla legislazione regionale in materia di microzonazione sismica, relative alla perimetrazione delle aree interessate da tale pericolosità.
Un quadro della caratterizzazione e pericolosità geologica (geohazard) di alcune città viene presentato a partire dai dati ottenuti dal Progetto di cartografia geologica nazionale a scala 1:50.000 (Progetto CARG) che illustra l’assetto geologico superficiale e profondo del territorio tramite la realizzazione di carte geologiche. Tale strumento contribuisce all’individuazione delle porzioni di città soggette in modo significativo ai rischi naturali e delle principali criticità ad essi connesse che, come nel caso di alluvioni, eruzioni vulcaniche e terremoti, possono avere origine da zone anche molto distanti dall’area urbanizzata.
Il rapporto con gli strumenti di pianificazione è affrontato attraverso un’analisi degli strumenti più aggiornati che governano le trasformazioni del territorio, con particolare attenzione ai riferimenti all’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Download Cap. 2 - Suolo e territorio - XIII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano Ed. 2017

Download Cap. 2 - Suolo e territorio - XIV Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano Ed. 2018