Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale presente nelle nostre case e nei luoghi di lavoro al chiuso (scuole, uffici, ecc).

Anche se non ne abbiamo sentito parlare a sufficienza il radon è presente ovunque nell’aria che respiriamo. È un gas radioattivo prodotto dall’uranio che si trova nel terreno. Mentre in aria aperta si disperde, negli edifici (case, scuole, ambienti di lavoro) si accumula raggiungendo in alcuni casi concentrazioni elevate. Alcuni materiali da costruzione e l’acqua costituiscono sorgenti secondarie di radon.

Quando il radon viene inspirato le radiazioni che produce sono in grado di danneggiare i tessuti polmonari generando processi cancerogeni. Il rischio di contrarre un tumore polmonare è proporzionale alla concentrazione del radon. Stime consolidate da decenni a livello mondiale attribuiscono al radon la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco. In Italia si stima che sui circa 30.000 casi di tumore polmonare, oltre 3.000 siano da attribuire al radon, la maggior parte dei quali tra fumatori ed ex-fumatori.

Le concentrazioni di radon sono molto variabili nel tempo e nello spazio; edifici anche vicini possono avere concentrazioni molto diverse. Tuttavia, esistono zone del nostro Paese con maggiore probabilità di alte concentrazioni. Ciò non significa che tutte le abitazioni presenti in tali zone siano a rischio. Per lo stesso motivo è errato pensare che le abitazioni al di fuori di tali zone siano tutte al sicuro. Abitazioni, luoghi di lavoro o scuole con concentrazioni elevate si possono trovare, quindi, ovunque.

In Italia, una normativa per la protezione dall’esposizione al radon esiste attualmente solo per i luoghi di lavoro, scuole incluse (D.Lgs. 230/95 e s.m.i.). Tale normativa obbliga i datori di lavoro a misurare la concentrazione media annuale di radon per alcune tipologie di luoghi di lavoro (ed es. in locali sotterranei) e fissa un livello di azione pari a 500 Bq m-3. Al di sopra di tale valore, i datori di lavoro devono attuare interventi per ridurre l’esposizione al radon dei lavoratori. Per le abitazioni, invece, non c’è ancora una normativa, ma specifici adempimenti sono previsti nella nuova direttiva europea in materia di radioprotezione (2013/59/Euratom), che contiene anche disposizioni più stringenti per la protezione nei luoghi di lavoro. La direttiva, che dovrà essere recepita entro l’inizio del 2018 nella normativa italiana, prevede che ciascun Stato Membro dell’Unione Europea stabilisca dei livelli di riferimento per la concentrazione media annua di radon, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro, che non siano superiori a 300 Bq m-3.

L’unico modo per conoscere la concentrazione di radon all’interno di un’abitazione è la misura diretta. Fare un test radon nella propria casa, nelle scuole o negli ambienti di lavoro è semplice ed economico. Basta posizionare degli appositi rivelatori (delle dimensioni di un orologio) nei propri ambienti di vita per un periodo sufficientemente lungo (meglio un anno). Il costo è di alcune decine di euro per ogni rivelatore. A tal fine è possibile rivolgersi all’ISPRA, alle Agenzie Regionali per l’Ambiente (ARPA) o ad aziende private facendo attenzione che queste ultime partecipino a programmi di interconfronto che ne assicurino la qualità del sistema di misurazione.

Quando si conosce il valore della concentrazione di radon in un’abitazione si possono prendere decisioni sulle eventuali azioni da intraprendere, in particolare nei casi in cui si riscontrano alte concentrazioni. Esistono diversi modi per ridurre la presenza di radon a seconda del livello di concentrazione e del tipo di casa, con costi che possono oscillare tra cifre che vanno da poche decine di euro fino a migliaia di euro.

Il radon è un serio problema sanitario ma abbiamo a disposizione le soluzioni per proteggere la nostra salute e quella dei nostri cari, per questo è importante essere informati e misurare la concentrazione all’interno dei luoghi in cui viviamo.

Download disponibile all'interno del Cap. 5 - Qualità dell'aria - XIII Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano Ed. 2017

Download disponibile all'interno del Cap. 5 - Inquinamento dell'aria e cambiamenti climatici - XIV Rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano Ed. 2018

Link al sito Radioattività ambientale

WHO Handbook on indoor radon http://whqlibdoc.who.int/publications/2009/9789241547673_eng.pdf

DLgs 230/95, Decreto Legislativo del Governo 17 marzo 1995 n° 230, Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti.

Euratom, 2013. Direttiva 2013/59/Euratom del Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Gazzetta Ufficiale europea, L 13 del 17 gennaio 2014.